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  • Natascia

Cos'è la Mindfulness?

La pratica della Mindfulness deriva da un tipo di meditazione Buddhista theravada, la meditazione Vipassana, che nell'antica lingua Pali significa "vedere le cose in profondità con chiarezza". La meditazione Vipassana è una delle pratiche più antiche al mondo praticata dal Buddha 2.500 anni fa come rimedio per ogni sofferenza.


L’intuizione di Vipassana taglia letteralmente la tenda dell’illusione nella mente, donando un tipo di visione che percepisce le singole componenti separatamente. L’idea della separazione è particolarmente rilevante in questa meditazione, perché l’intuizione funziona come una lama mentale, differenziando la realtà convenzionale dalla Verità.


Quello della Vipassana, come la Mindfulness, è un processo che ci coinvolge per tutta la nostra quotidianità e non limitatamente al momento in cui viene praticata la meditazione. L'obiettivo della pratica della Mindfulness è quello di immergerci nella realtà del momento presente osservando oggettivamente i pensieri e le emozioni che proviamo, interpretandoli per ciò che sono, nuvole transitorie, e per quanto possano assorbirci non sono la totalità del nostro essere né della nostra vita.


Dal momento in cui nasciamo in questo mondo, insieme ai talenti dell'anima, il momento presente è l’unica cosa che ci appartiene davvero.


Possiamo imparare dal passato, ma non possiamo riviverlo o cambiarlo.

Possiamo pianificare il futuro, ma non abbiamo la certezza di cosa verrà.

Se sei nel qui-e-ora né il passato né il futuro, nelle forme in cui si presentano nella tua mente, possono travolgerti.



LA MINDFULNESS AI GIORNI NOSTRI


A Jon Kabat-Zinn (microbiologo e scrittore statunitense) si attribuisce il merito di essere il fondatore della Mindfulness contemporanea. Mentre era studente al MIT, Kabat-Zinn frequentò un corso di meditazione e mindfulness tenuto da Philip Kapleau, un missionario Zen, e in seguito continuò a coltivare il suo interesse per queste tematiche seguendo le lezioni dei maestri Zen Thich Nhat Hanh e Seung Sahn, e studiando all'Insight Meditation Society, dove poi svolse il ruolo d'insegnante.


Nel 1979 fondò la "Stress Reduction Clinic" all'Università della Massachusetts Medical School, e qui sviluppò il programma chiamato "Stress Reduction and Relaxation Program", basato su un adattamento terapeutico dei concetti del buddismo Zen; in seguito il corso, di otto settimane, venne chiamato Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR), dove l'elaborazione dei principi buddisti fu proposta con un approccio scientifico. Più di quarant'anni dopo, MBSR viene insegnato in tutto il mondo ed è diventato il gold standard per applicare la consapevolezza allo stress della vita quotidiana e per la ricerca se la pratica della consapevolezza può migliorare la salute mentale e fisica.


Kabat-Zinn ha sottolineato che la consapevolezza non è un trucco mentale. Piuttosto è un'eredità umana fondamentale che è essenziale per la vita. Dobbiamo essere consapevoli in modo ottimale di chi siamo, dove siamo e come siamo per sopravvivere individualmente e come comunità, e anche come specie.



COME SI SVOLGE LA PRATICA?


Ogni gesto della giornata può essere trasformato nella pratica della presenza mentale, come lavarsi i denti, lavare i piatti, camminare (la mia preferita), mangiare, bere o lavorare.


Certamente la consapevolezza non si applica solo agli aspetti che ci sono graditi: quando si manifesta la gioia in noi abbracciamo con consapevolezza la gioia in noi, quando si manifesta la rabbia, altrettanto, abbracciamo con consapevolezza la rabbia in noi.

I sentimenti vanno e vengono come nuvole in un cielo ventoso. La respirazione cosciente è la mia ancora. Thich Nhat Hahn

Accetta le emozioni come tali, chiamale per nome e lasciale scorrere via - per fare spazio ad altro, a ciò che ti fa stare bene, che nutre la tua anima.


La Mindfulness si sviluppa con una serie di esercizi specifici che coinvolgono il corpo e la mente al fine di coltivare l’abitudine alla consapevolezza e conseguire uno stato mentale libero di godere appieno dell'esperienza del momento presente. La Mindfulness ci aiuta a vedere in modo chiaro i nostri pensieri, a sviluppare la capacità di osservazione e distanziamento dai nostri stati mentali, sensoriali ed emotivi, migliorando così la nostra consapevolezza e la nostra capacità di gestione delle emozioni. Non significa non provare sofferenza dalle situazioni dolorose bensì avere i mezzi per affrontarla e non lasciarsi travolgere.


La Mindfulness è uno stile di vita, un viaggio alla scoperta di sé stessi. Con dedizione e intenzione possiamo essere pienamente presenti nel qui-e-ora nel respiro, nei gesti, nella nostra vita.



Se il tuo terreno è povero, cioè se il tuo impegno e l'energia che porti alla pratica della consapevolezza sono scarsi, ti sarà difficile coltivare calma e rilassamento con una certa continuità. Se il terreno è inquinato, cioè se cerchi di importi rilassamento o sei ansioso di ottenere dei risultati, non crescerà nulla e presto ti convincerai che per te la meditazione non funziona. Jon Kabat-Zinn

I SETTE PILASTRI DELLA MINDFULNESS

  1. Non giudizio: per assumere l’atteggiamento di testimoni imparziali nei confronti delle proprie esperienze. E' difficile trovare uno stato di pace interiore se la nostra bussola morale oscilla continuamente tra giusto e sbagliato.

  2. Pazienza: le cose hanno un loro tempo naturale di maturazione, anche la consapevolezza.

  3. Mente del principiante: le esperienze passate condizionano la lettura del presente. Abbandonando quegli schemi, è possibile osservare ogni cosa come se fosse la prima volta. Dando per scontato il quotidiano e non ci permettiamo di coglierne la meraviglia.

  4. Fiducia: rispetta le tue percezioni e le tue intuizioni, senza farti influenzare dall’esterno, sono le tue più grandi alleate!

  5. Accettazione: ogni cambiamento passa attraverso l’accettazione di sé, così come si è. Ciò non significa assumere un atteggiamento passivo, tutto l'opposto, significa essere aperti e ricettivi a ciò che sentiamo o pensiamo in quel momento, di qualsiasi emozione, pensiero o ricordo si tratti.

  6. Non cercare risultati: la fretta, le aspettative, il timore di restare delusi, dalle proprie capacità o di non vedere risultati dalla pratica... sono un ostacolo alla pratica stessa. La meditazione consiste nell'abbandonare la modalità del fare per dare spazio e respiro a quella dell'essere, permetterci di aprirci a noi stessi invece di cercare di arrivare da qualche parte, non si sa bene dove :) Il risultato più importante e l'unico che devi porti è trovare e abbracciare la tua vera essenza, questo avverrà con pazienza e attraverso la pratica regolare della consapevolezza.

  7. Lasciare andare: metti da parte la tendenza della tua mente di attaccarsi a determinati pensieri (piacevoli) e a respingerne altri (quelli spiacevoli). Quanto è vero che ogni cosa è ciclica! Lasciare andare è strettamente legato al non giudizio. Un esempio pratico: è possibile essere spettatori e accogliere ciò che la nostra mente produce, senza esserne sopraffatti; osservando un ricordo doloroso senza provare la sofferenza che quella situazione ci aveva provocato, perdona e perdonati se necessario, e con gentilezza e compassione lascia andare quel pensiero germogliato, affinché torni un piccolo seme. E' probabile che si presenti di nuovo ma sempre con meno irruenza.


La pratica ha alti e bassi, e come dicevo prima, possiede una forma ciclica. Le ricadute sono necessarie per permetterci di migliorarci. Saremo sempre più capaci di riconoscerle e placarle grazie alla presenza mentale.


→ In questo post puoi trovare il Diario della Mindfulness da scaricare gratuitamente ed un primo approccio alla pratica della presenza mentale.


→ Una meditazione da provare La meditazione della semina


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#mindfulness #meditazione