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  • Natascia

Halloween: tra Celti ed Egizi

Ho sempre pensato che Halloween fosse unicamente una trovata commerciale.

Ho aperto gli occhi su questa ricorrenza, ricercarne le origini, i significati, le simbologie e trovarle nel nostro passato locale e non solo...


Infatti Halloween non nasce negli Stati Uniti ma ha origine in Irlanda, nella antica Erin dominata dai Celti. Halloween corrisponde infatti alla celebrazione di Samhain.


Anticamente i popoli celti festeggiavano l’ultimo raccolto e l’inizio di un nuovo anno. Nel racconto celtico "The Wasting Sickness of Cuchulainn" ("La Devastante Malattia di Cuchulainn"), la festa del Samhain o Samonios viene celebrata per un totale di 7 giorni, di cui 3 antecedenti e 3 successivi alla notte di festa.



In questi giorni il velo fra il nostro mondo e il mondo degli spiriti si assottiglia. Nei villaggi era consuetudine spegnere ogni focolare al tramonto per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio;, anche il Fuoco Sacro sull'altare veniva spento e riacceso un Nuovo Fuoco il mattino seguente. Durante la notte nessuno osava avventurarsi fuori dalla propria abitazione. Nella tradizione popolare la notte di Samhain si praticavano riti divinatori che riguardavano previsione del tempo, matrimoni e la fortuna per l'anno venturo.


Questa notte appartiene agli spiriti, pertanto all'imbrunire è meglio essere al sicuro nelle proprie case, dove possiamo offrire cibo ai nostri antenati in visita e accendere una candela per indicare loro la strada di casa (da spegnere al tramonto). Consiglio di disegnare la runa ᚦ THURS accanto alla finestra dove riponi la candela e sulla soglia di casa. Disegnala appoggiata su un lato con la parte piatta in basso e la punta rivolta all’esterno, così da tenere lontani gli spiriti indesiderati.


In realtà, il velo rimane abbassato per tutta la fase oscura dell'anno nella quale gli Antenati restano con noi per portare benedizione e protezione.

Ancora prima della leggenda di Jack O' Lantern (il fabbro irlandese ubriacone, che più volte nel corso della sua vita riuscì ad ingannare il diavolo) che nell'immaginario collettivo è associato alle zucche intagliate, questa pratica era necessaria per spaventare gli spiriti e tenerli alla larga dalle case e dei villaggi. Questa ritualità giunse in America abbastanza recentemente ma le sue origini risalgono a molti secoli fa, nel Vecchio Mondo, in Scozia e Irlanda. Non erano nemmeno zucche ma rape o frutti e vegetali rotondi oppure tuberi. Nel National Museum of Ireland Country Life, vicino alla cittadina di Castlebar, espone un calco in gesso di un’antica lanterna risalente all’inizio del 1900, conosciuta con il nome di “rapa fantasma”. Per tenere lontane queste anime in pena, le persone indossavano costumi e intagliavano volti spaventosi in tuberi come barbabietole, patate e rape, che in genere abbondavano dopo il recente raccolto.


Halloween, cristianizzata come All Hallows' Eve, la sconfitta del bene sul male, ha ulteriormente assunto sfumature distorte e sempre più distanti dalla tradizione celtica contadina. In questi giorni si celebra la morte, come parte del ciclo della vita. Nessuna festa popolare nè dolcetto o scherzetto dunque! Samhain è legata al culto degli Antenati. E' un tempo che richiede silenzio e ascolto, ponendo un’attenzione speciale alla propria intuizione.



( CENNI STORICI )


Archeologi e linguisti concordano nell'identificare i Celti con il popolo portatore della cultura di La Tène, sviluppatasi durante l'età del ferro dalla precedente cultura di Hallstatt. Tale identificazione consente di individuare la patria originaria dei Celti in un'area compresa tra l'alto Reno e le sorgenti del Danubio, tra le attuali Germania meridionale, Francia orientale e Svizzera settentrionale.


Nell'area di La Tène si registra una continuità nell'evoluzione culturale. All'inizio dell'VIII secolo a.C. si affermò la cultura di Hallstatt, la civiltà protoceltica che mostrava già le prime caratteristiche culturali che poi saranno proprie della cultura celtica classica. Il nome deriva da un importante sito archeologico austriaco distante una cinquantina di chilometri da Salisburgo. La Cultura di Hallstatt, con base agricola ma dominata da una classe di guerrieri, era inserita in una rete commerciale piuttosto ampia che coinvolgeva Greci, Sciti ed Etruschi. È da questa civiltà dell'Europa centro-occidentale che, intorno al V secolo a.C., si sviluppò, senza soluzione di continuità, la cultura celtica propriamente detta: nella terminologia archeologica, la Cultura di La Tène.


I Celti toccarono il loro apogeo tra la seconda metà del IV e la prima metà del III secolo a.C. In quell'epoca, la lingua e la cultura celtica costituivano l'elemento più diffuso e caratteristico dell'intera Europa.


Nelle fonti medievali, i Túatha Dé Danann sono il popolo che abitava l'Irlanda prima dei Gaeli. Questo ha spesso portato alcuni studiosi a identificarli con la popolazione pre-celtica, ad esempio con i costruttori dei megaliti di cui è ricco il paesaggio irlandese. Il fatto che siano spesso tratteggiati come esseri dai poteri soprannaturali, fa pensare che si possa essere trattato, in origine, di vere e proprie divinità, successivamente storicizzate. Si tratta di un popolo fantasma perché le testimonianze tendono essenzialmente ad essere scarse da un lato e confuse e bizzarre dall’altro. Nonostante i racconti non vi sono prove effettive della loro reale esistenza, anche se ci sono molte corrispondenze linguistiche tra i leggendari Túatha Dé Danann e molti popoli presenti un po’ ovunque nel mondo antico. Una di queste si trova nella tradizione ebraica dove la Tribù dei Dan è una delle dodici tribù di Israele descritta nella Torah ebraica. Altra sorprendente corrispondenza si trova con gli Shardana o Sherden (che significa “i prìncipi di Dan”), i grandi popoli navigatori del mare, noti per aver colonizzato anche la Sardegna antica.


La chiave per poter capire chi fossero effettivamente i Túatha Dé Danann, potrebbe esserci fornita dai monaci irlandesi che durante l’oscura epoca del medioevo trascrissero le leggende della preistoria irlandese, anche se con una certa dose di contaminazione, come è avvenuto per l'Edda Poetica.


E' possibile supporre che il popolo dei Túatha Dé Danann avesse un sapere così prezioso da essere trasmesso ad altre antiche civiltà in tutto il mondo... o viceversa, che in realtà i Túatha Dé Danann avessero origini lontane...



( I CELTI IN ITALIA )


Il popolo dei Celti si stabilì nella zona compresa tra il Piemonte, la Lombardia, l'Emilia-Romagna e parte delle Marche. Nel 322 a.C. i Senoni ed i Boi avevano colonizzato la Gallia Cisalpina ed erano scesi sino alle Marche, annientando gli Etruschi.


L’area di Monte Bibele (massiccio montuoso del medio Appennino bolognese che fa da spartiacque tra i bacini del torrente Idice a est e del torrente Zena a ovest) rappresenta il più importante complesso archeologico italiano - e uno dei più importanti in Europa - per quanto attiene la civiltà dei Celti. È considerata unica nel suo genere, in quanto rappresenta l’esempio celtico più consistente di pianificazione di tipo urbano, sviluppata su di un insediamento di origine etrusca.


L'espansione celtica (celti cisalpini) avvenne in Italia settentrionale e in tutta l'Emilia Romagna (i Boi) dove lasciarono importanti eredità nel nostro DNA, nella dialettologia, nel folklore, nella letteratura e nel carattere.


( CELTI ED ANTICHI EGIZI: POSSIBILI ORIGINI DEI TUATHA DE DANANN )


Il mio percorso di ricerca mi ha portata infine in una direzione del tutto inaspettata tuttavia coerente con la mia spiritualità. Per questo ho trovato intuitive alcune associazioni culturali.


Conosci gli antichi dèi egizi Iside e Osiride? Senz'altro di nome! La loro storia è intrigante e ricca di magia, amore, vendetta... e resurrezione. Comincerei la spiegazione da qui.


Iside (in lingua egizia Aset, cioè trono) è la Grande Madre dell'antico Egitto, divinità dalle molteplici sfaccettature: vergine, madre, dea funeraria e potente maga. Osiride è invece il dio dei morti e dell'immortalità.


Iside possiede dei tratti ampliamente associabili al culto neopagano della dea Bianca o dea Triplice, dai tre volti descritti come la dea Fanciulla, la Vergine; la dea Madre; la Crona, l'Anziana o la Strega. Tali archetipi furono in seguito associati alle fasi lunari. Questa duplicità o triplicità della figura divina femminile si sviluppa nel neolitico in corrispondenza con il ciclo della vegetazione, riconducibile anche, ad esempio, alla dea Brigit (figlia di Dagda) e alla Morrigan, appartenenti al pantheon delle divinità celto-britanniche.

Ma torniamo a noi, Iside e Osiride sono entrambi figli di Nut, la dea del cielo, e il dio della terra Geb (anch'essi sposi e fratelli); Iside e Osiride avevano altri due fratelli, Seth e Nefti. Osiride sposò Iside mentre Seth sposò la sorella Nefti. Seth uccise Osiride per gelosia e ne tagliò il corpo in quattordici pezzi che disseminò per tutto l'Egitto.


Iside non si diede pace e, con l’aiuto della sorella Nefti, ritrovò tutti i pezzi del suo amato, che ricompose con l'aiuto di Anubi, il dio sciacallo, creando così la prima mummia. L’amore e la cura che Iside dedicò alla mummificazione del corpo del marito le fecero assumere il ruolo di divinità funeraria, che, insieme alla sorella Nefti, proteggeranno i defunti durante l’imbalsamazione.


Successivamente, Iside si trasformò in nibbio, animale a lei associato, e con il battito delle sue ali insufflò nella mummia di Osiride un soffio di vita sufficiente da permettergli di concepire un figlio, il futuro dio Horus.


La dea visse innumerevoli peripezie nel tentativo di proteggere Horus da Seth, così che potesse rivendicare, a tempo debito, il trono appartenuto a suo padre. Per questo suo discernimento è conosciuta come "Grande Madre" e, per gli Egizi, questa dea dolce e coraggiosa ha un ulteriore ruolo di protettrice della maternità, oltre ad essere invocata negli incantesimi di guarigione.


Il culto di Iside fu in seguito assimilato in Afrodite e Demetra. Esistono anche tratti comuni nell’iconografia relativa a Iside e quella posteriore della Vergine Maria, e l’arte paleocristiana si è ispirata alla raffigurazione classica di Iside, per rappresentare la figura di Maria. Comune, ad esempio, nell’atto di tenere entrambe in braccio un neonato.


Ma Iside non è solo una madre amorevole: è anche una dea potentissima, chiamata “la divina” e “grande nell’essere divina”, dotata di un potere superiore a quello di tanti altri dei. Nell’Antica Roma, dal 28 Ottobre al 3 Novembre si festeggiavano i giorni di Isia, in onore di Iside.


Invece, nel grande pantheon dell’Antico Egitto, Osiride era la divinità più familiare per la maggioranza della popolazione. Era il dio della morte, dell'oltretomba, dell'immortalità, oltre che della vegetazione e dell'agricoltura. Era festeggiato durante la raccolta del grano, i cui germogli simboleggiano la sua resurrezione. "Osiride vegetante" anche conosciuto come "Grano delle mummie" era una pratica funeraria già in uso nella XVIII di