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  • Natascia

Meditazione di Mabon

L'autunno è arrivato, si sente nell'aria.


Questo è il periodo dell'anno che preferisco. È sospeso tra i mondi. Compreso tra il 21 e il 23 di settembre cade l'equinozio d'autunno, Mabon, il giorno che si trova a metà fra i due solstizi. Luce e oscurità sono in equilibrio.


A Mabon le energie sono discendenti; profondamente diverse da quelle dell'equinozio di primavera, Ostara; qui le condizioni sono invertite, il contesto sia materiale che spirituale è opposto, come riflesso in uno specchio.


Solitamente a Mabon spargo dei semi nel terreno. Ghiande, semi di melograno o semi che ho raccolto dalle mie erbe, insomma quello che ho a disposizione come è giusto che sia. Insieme ai semi, lascio cadere nella terra anche le mie intenzioni, i miei sogni, ciò che non sono riuscita ancora a portare a termine, così che la terra li custodisca fino a che non fioriranno rigogliosi quando sarà il loro tempo.


Se ti va di provarla, ho scritto una meditazione (un po' insolita) per festeggiare Mabon ↓



PREMESSA


È facile onorare la primavera nella sua sovrabbondante rigogliosità, invece la fase oscura dell'anno verso la quale ci stiamo dirigendo, è più complicata da attraversare, ciò che porta con sé è intricato, come lo è il rapporto stesso che abbiamo con la morte. Nella cultura della società moderna non è abbastanza radicata da poterla accogliere come una fase della ciclicità. Eppure senza la morte non ci sarebbe la vita.


Mabon, infatti, è strettamente legato alla ritualità e ciclicità di morte e rinascita, onorato da tempo immemore.


In questo periodo dell'anno cadono le foglie fino a coprire il terreno. Cadono perché altrimenti gli alberi congelerebbero durante l'inverno. Cadono per nutrire gli alberi stessi. È un processo naturale e fondamentale.


Quest'anno ho iniziato ad apprezzare e ad affacciarmi allo studio dei funghi e vorrei condividere questa nuova passione con te.


L'autunno è il tempo dei funghi si sa, e come simbologia li trovo estremamente rappresentativi di questa stagione.


I funghi sono una finestra per la comprensione della Natura. Molti associano i funghi alla morte poiché si occupano della decomposizione, e in un certo senso è così. I funghi si trovano alla fine del ciclo ma anche all'inizio!


Pertanto Feh ᚠ è la runa che associo ai funghi. La runa del compimento e del nuovo inizio.

Fondamentalmente, se non avessimo i funghi ci ritroveremmo sommersi da un cumulo di materia organica. Tutti i rami che cadono dagli alberi, le foglie, qualsiasi cosa sarebbe ancora lì.


Invece, i funghi (saprofiti o saprofagi, come i lieviti della birra) scompongono la materia organica e la rendono di nuovo disponibile come nutrimento per la vita vegetale e animale. La rimettono nel ciclo di nascita, crescita e morte, acconsentendo che non abbia mai fine.


I funghi, cioè la parte fruttifera, è solo una piccola parte dell'organismo in sé. La maggior parte cresce sotto terra ed è composta da lunghi filamenti (un insieme di ife, unicellulari o pluricellulari, uninucleati o polinucleati, di forma cilindrica allungata) che si espande in ogni direzione possibile. Questa massa di filamenti e tubuli è il micelio.


Il micelio è ovunque ed esiste da sempre. Ha più reti dei percorsi neurali del nostro cervello e funziona circa nello stesso modo, con elettroliti, impulsi elettrici.


Sotto ad ogni passo che compiamo si sviluppano 500 km di micelio ed è così in tutto il mondo.


Un albero può scambiare sostanze nutritive con un altro albero attraverso il micelio. Si inviano segnali e condividono bisogni. Gli alberi madre riconoscono i loro figli, comunicano, e lo fanno proprio attraverso il micelio.


È poesia. E non potrebbe accadere senza i funghi.



MEDITAZIONE DI MABON


Cammina, respira, abbandona il brusio dei pensieri e spogliati delle preoccupazioni. Trova un posto confortevole, che ti piace, meglio se in prossimità di alberi.


Siediti. Chiudi gli occhi e concentrati sull'aria che entra ed esce dai tuoi polmoni, che scende giù fino all'addome.


Ascolta. Cosa senti? Osserva per un momento sulle tue percezioni. I suoni, gli odori, la sensazione che provi sulla pelle.


Concentrati sul punto che si trova al centro della tua fronte. Prenditi il tuo tempo, stai per partire per un viaggio!

 

L'aria frizzante dell'autunno ti solleva in alto, ti spinge fino alle fronde più elevate degli alberi che si dispiegano verso il cielo. Bramano le risposte ai grandi perché, pensano che le abbiano le nuvole e si allungano per afferrarle.


Immagina di essere una foglia. Una piccola foglia aggrappata a uno di quei robusti rami.


Di che colore sei? Che forma hai? Profumi di bosco?


Soffia il vento, ti accarezza dolcemente e ti invita a seguirlo. Così con coraggio e incoscienza ti lasci cadere dall'albero che ti ha generata e accudita fino a quel momento.


Sei libera.


Per un po' 😆 fino a che, nel tuo delicato vorticare, non tocchi terra. Ritrovi le tue sorelle che erano accanto a te su quel ramo. È nella natura delle foglie desiderare di essere vento.


Accomodata al suolo puoi percepire il calore del terreno, è accogliente e umido. Senti accanto a te il profumo di qualche pianta che ha ancora l'ardire di fiorire. Altre foglie si adagiano accanto a te, sospinte dalla medesima incoscienza, le osservi mentre planano nel loro istante di libertà. Sono così tante che sembrano fiocchi di neve.


Mentre le osservi il tempo rallenta. Tutto tace.


Gradualmente i tuoi contorni sfumano. Diventi trasparente fino a scomparire. Fluisci e ti mescoli con la stessa terra sulla quale ti eri coricata.


L'oscurità ti avvolge in assoluto silenzio.


Ti accorgi che stai scendendo sempre più giù. Hai superato la linea che separa il mondo di sopra da quello di sotto.


Continui a scendere. Riconosci le radici del tuo albero madre dispiegarsi nel grembo della Terra, come quei rami che cercavano di raggiungere il cielo, da questo lato, invece, desiderano arrivare al cuore del mondo.


All'improvviso scorgi qualcosa nel buio. Piccoli filamenti che si intrecciano, una vastità di minuscole fibre che corrono in tutte le direzioni.


È il micelio, che tutto connette, nutre e avvolge. Anche te.


Scivoli nello sfavillio di connessioni di questa vasta vastissima rete laboriosa, magnifica e solenne. All'infinito.