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Spagyria: archetipi di luce

Superficialmente la segnatura è indicativa di una forma, una struttura, una qualità di una pianta, il “segno”, che ricorda la forma di un organo umano, ad esempio, e attraverso questa comparazione si possa associare il suo beneficio. Come la forma della noce che assomiglia a quella del cervello.


In realtà questo è un approccio assai superficiale. La conoscenza ermetica, che proviene da tempi considerati remoti, era molto più vicina alle leggi cosmiche.


L’idea che nel mondo siano presenti dei “segni” in grado di rivelarci le virtù delle piante era già presente nell’antichità ma è con Paracelso che quell’idea diventa una base di studio. Differentemente dal principio “contraria contrariis curantur” ovvero “i contrari vengono curati con i contrari”, Paracelso sosteneva che la guarigione avviene per un’azione simile alla malattia: “similia similibus curantur” ovvero “i simili si curino coi simili”. Questo metodo era chiamato la legge dei simili, secondo cui un disturbo causato da un veleno deve essere trattato con un veleno affine, opportunamente convertito in un rimedio attraverso specifiche diluizioni e preparazioni.


Passaggi molto evidenti di questa dottrina animistica risalgono ai primi pensatori Greci del secondo secolo dopo Cristo, affine alle culture vicine, in particolar modo quella Egizia. L'alchimia Egizia è per lo più conosciuta attraverso le opere di antichi filosofi greci. La leggenda vuole che il fondatore dell'alchimia egiziana fosse il dio Thot, chiamato Ermes-Thoth o Ermes il tre volte grande (Ermete Trismegisto) dai Greci. Secondo la leggenda il dio avrebbe scritto i quarantadue libri della conoscenza, che avrebbero coperto tutti i campi dello scibile, fra cui anche l'alchimia. Il simbolo di Ermes era il caduceo, che divenne uno dei principali simboli alchemici, simbolo di pace, mediazione ed equilibrio. La Tavola di smeraldo di Ermes Trismegistus è generalmente considerata la base per la pratica e la filosofia alchemica occidentale.



Il termine Spagyria, coniato da Paracelso, indica quella parte dell’Alchimia che si rivolge al mondo vegetale, generalmente, si fa derivare dall’unione dei due verbi greci “spao”, che viene tradotto per “separare”, e “agheiro”, tradotto come “unificare, congiungere”, come dire “l’Arte del separare e del ricongiungere” dopo aver effettuato una purificazione delle parti. In realtà, come sostengono alcuni autori, il termine “spao” vuol dire “estrarre”, anche perché, comunque, l’estrazione è pur sempre una separazione, mentre più probabilmente la seconda parte della parola deriva da “geros”, che indica il “divino”, il “sacro”, come ad esempio nel termine “geroglifico”, che indica la scrittura (gliphos) sacra (geros). Quindi, potremmo più propriamente definire la Spagyria come “l’Arte di estrarre i Doni Divini”, o i cosiddetti Arcana di Paracelso. Anch’essa è un’arte di derivazione Egizia.


Si mescolano, quindi, le conoscenze relative ai simboli zodiacali e planetari, concentrando in terra le forze del cielo cosmico. Le ventiquattro ore del giorno, divise in due gruppi di dodici tra diurne e notturne, rispecchiano il ciclo zodiacale con le sue dodici costellazioni. A ogni ora corrisponde una costellazione, e di conseguenza un pianeta dominante. Raccogliere o lavorare una certa pianta ad una data ora anziché un’altra implica esaltare o meno determinate caratteristiche che, in spagyria vengono definiti archetipi.


Raccogliere ad esempio il rosmarino in un’ora governata dal pianeta Saturno ne esalterà le proprietà relative all’effetto sulla concentrazione e gli effetti benefici a carico della struttura ossea; raccogliere il rosmarino in un’ora governata da Giove verranno esaltate le sue proprietà a carico di fegato e bile. Anche la scienza moderna comunque riconosce quanto le piante varino i loro metaboliti durante il trascorrere delle ore oltreché dei giorni, delle stagioni, e che altri fattori come il luogo, l’esposizione solare, la vicinanza di altre specie o rocce e altro ancora possono fortemente influenzare i metaboliti della pianta.


Le forze archetipali delle segnature spaziano dalle piante, i pianeti, i segni zodiacali, gli elementi, i metalli, gli elementi chimici, portati in analogia fisica emotiva e psicologica. Il collegamento tra piante e pianeti è stabilito quindi in base ad una somiglianza non solo esteriore ma anche energetica e funzionale. L'analogia è la chiave di lettura di tutte le relazioni tra il cielo e la terra, di cui l'uomo rappresenta per Paracelso la sintesi più alta.



La struttura archetipale Spagyrica è così composta:

- Luna filosofica, Sole filosofico

- Sale filosofico, Zolfo filosofico, Mercurio filosofico

- i quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco

- i geni planetari

- lo zodiaco

- la circolazione energetica


E' un tema talmente ampio che oggi parlerò solamente dei geni planetari Sole e Luna.



IL SOLE


La segnatura solare è la testimonianza più intima della natura di ogni cosa, l’energia necessaria a tutti i processi fisiologici. E' un'energia maschile - molto diversa da quella di marte; il sole parla d’amore.


La stretta relazione con la Luna è testimoniata dalla luminosità che il sole è in grado di infonderle e che lei che restituisce con generosità. Il loro rapporto è lineare e costante: si avvicinano fino a congiungersi, per poi allontanarsi fino a opporsi, tornando sempre a donarsi l’uno all’altra ogni notte. Lo stesso ruolo che svolse Iside, la Luna, nei confronti di Osiride, il Sole, ossia insufflare vita nel corpo dell’amato defunto, rappresenta in parte lo scambio di calore e umidità tra gli astri. Dapprima, quando la Luna non è presente in cielo, il Sole le infonde calore che lei ridona a sua volta con dolcezza argentea.


La preveggenza è la prerogativa di questo genio planetario che dona agli uomini la possibilità di scrutare oltre il velo e conoscere quanto deve ancora accadere. Anticamente ci si recava al tempio di Apollo a Delphi per conoscere il futuro attraverso i suoi oracoli.


Diffonde il calore necessario alla nascita e sviluppo della vita, ed ogni essere ne porta l’essenza e la luce nel cuore.


Ogni volta che respiriamo ci nutriamo della solarità dell’universo.

Le piante solari sono principalmente l’alloro, con cui si incoronano i vincitori, ma anche olivo, rosmarino, angelica, camomilla, erba medica e l’iperico, dove i raggi solari attraversano i fori sulle sue foglie.


Virtù: percezione della propria ricchezza interiore, dell’ispirazione, forza e desiderio di applicarsi, senza riserve o secondi fini, a ciò che comanda il cuore, attraverso il complesso processo di costruzione della propria identità, con rettitudine e onestà.